Il caso o il caos?                                

La giornata di aprile era ventilata, il Prof. Tafani che ormai aveva più di ottantacinque anni, uscì di casa alle 15.00 in punto. Ormai aveva deciso che a meno di un temporale in atto, non sarebbe rimasto in casa per nessun motivo. Uscire all’aria aperta gli faceva bene ed anche quel giorno partendo da casa sua, in via Padova, si diresse verso Villa Torlonia. Aveva un passato nel C.U.S di Roma , settore scherma, specialità fioretto. Il suo fisico era ancora asciutto e nervino e rendeva onore al suo impegno passato. Non gli piaceva invecchiare e la vita non era stata clemente con lui. Di contro aveva un passato professionale di tutto rispetto. Aveva insegnato al Liceo Tasso di Roma dove era adorato da studenti e colleghi per la sua competenza e anche per la sua ironia. Di malavoglia partecipò ad un concorso alla Sapienza per la cattedra di Storia Greco-Romana e nonostante l’agguerrita concorrenza, lo vinse abbastanza facilmente. Eravamo a cavallo fra gli anni sessanta e gli anni settanta e le sue lezioni divennero leggendarie e seguitissime. Ma la sua vera passione era la mitologia, più greca che romana, materia nella quale era veramente un riferimento a livello mondiale. Nessuna delle sue lezioni fu mai contestata né boicottata, nemmeno durante le tante proteste studentesche di quegli anni. In famiglia non era stato altrettanto fortunato, per circa dodici anni lui e la sua Letizia non avevano avuto figli. Poi all’improvviso arrivarono prima un maschio, Fabrizio e poi una femmina Elena. Il primo si rivelò presto un poco di buono e a un certo punto, per cambiare aria, si sposò con una ragazza australiana e si trasferì a Sidney per poi divorziare e scomparire nel nulla. Inutili le ricerche del padre. La femmina viceversa era una egoista anaffettiva che, pur abitando a dieci minuti di distanza dal padre, si faceva vedere solo per arraffare quanto più era possibile. Sua moglie se l’era portata via un carcinoma mammario molto aggressivo, dieci anni prima. Lui era rimasto solo, in quella casa al primo piano di una palazzina liberty di via Padova. I suoi libri e la sua curiosità l’avevano salvato, ma era dura, parecchio dura! Procedette spedito verso l’ingresso laterale di Villa Torlonia passando davanti alla tavola calda gestita da un simpatico ebreo, dove spesso e volentieri consumava il pranzo. Il proprietario era lì che rassettava e lo salutò calorosamente. Godendosi appieno la passeggiata e respirando il ponentino, percorse il viottolo che portava verso il galoppatoio che era servito anche agli allenamenti ippici di Benito Mussolini. Il Duce, durante il ventennio, aveva fatto di Villa Torlonia la sua residenza privata. Gli edifici erano stati parzialmente restaurati, soprattutto la casina delle civette. Il professore guadagnò la sua solita panchina, che dava su un boschetto di bambù. In quel momento si piegavano al vento che soffiava a folate. Beh, rifletteva Tafani, alla fine la vita meritava di essere vissuta in ogni caso. Non aveva neanche finito questo pensiero che una pallonata, proveniente dallo spiazzo antistante, lo aveva colpito facendogli cadere gli occhiali. Un genitore che giocava con il figlio adolescente gli si avvicinò scusandosi e chiedendogli se era tutto a posto. Il professore, raccolti gli occhiali, lo rassicurò e l’uomo stava per andarsene quando tornò indietro e chiese “Ma lei è il professor Tafani?” Il nostro rispose annuendo. L’uomo chiamò il figlio e gli disse “Tu hai colpito una leggenda vivente. Io da studente di economia alla Sapienza andavo a vedere di nascosto le lezioni di storia del Professore e rimanevo ogni volta affascinato dalla cultura, ma soprattutto dalla capacità comunicativa di quest’uomo. Ed ora mi tocca di sentire che mio figlio rischia la non ammissione all’esame di stato al liceo classico!” Andrea Tafani fece cenno al ragazzo di avvicinarsi e gli chiese: “Come ti chiami? “Il ragazzo rispose con voce incerta:” Fabrizio”. Nell’avvicinarsi i lineamenti del ragazzo rivelarono una somiglianza impressionante con il figlio che aveva perduto. Il professore sentì una fitta al petto e i suoi occhi si riempirono di lacrime che trattenne a stento.” Cos’è che ti è successo, Fabrizio”, gli chiese e solo il pronunciare quel nome gli allargava il cuore. “Dal Covid io non ci ho capito più niente. È come se la mia mente si sia fermata! “rispose il ragazzo. Il prof. dopo una breve pausa “Te la senti di fare una scommessa, Fabrizio? Per due ore al giorno dalle 15.00 devi ascoltarmi. Parleremo delle divinità greche. Due, forse tre settimane saranno sufficienti.” “Va bene” rispose il ragazzo senza esitazioni. Il padre allibito disse; “Professore io non ho parole. Poi mi dirà il suo disturbo!”. Il Prof. “Non ci pensi nemmeno, nessun disturbo, voi mi invitate a nozze. Fabrizio, la mitologia non è fine a sé stessa, attraverso il suo studio, sono sicuro, sbloccherai la tua mente. Le sue implicazioni sulla società umana e sulla nostra in particolare sono affascinanti, credimi sulla parola. Ti aspetto domani alle 15.00 a via Padova 47 primo piano. Inizieremo da Zeus . A proposito dove abitate?” “A via Ravenna qua dietro”. “A domani”. Andrea Tafani si alzò dalla panchina e si avviò verso casa. I due ancora increduli continuarono la loro partita. Il prof. Tafani non aveva mai detto a nessuno di appartenere ad un ramo cadetto della famiglia che aveva dato origine ai Barberini . Questi ultimi si chiamavano anticamente Tafani, erano originari di Barberino val d’Elsa (5) ed il loro stemma era ornato appunto da tre tafani. Trasferitisi prima a Firenze e poi a Roma mutarono il loro cognome in quello del paese di origine, Barberini quindi. Seguì un periodo di splendore che culminò con l’ascesa al soglio pontificio del cardinal Maffeo Barberini con il nome di Urbano VIII, il Papa della controriforma (1623). Sullo stemma, tre ben più nobili api presero il posto dei più plebei tafani e troneggiavano su un campo azzurro acceso.

tratto da: “Gli Dei dell’Olimpo e non solo” Nino Salzone alias Cenides YCP 2024

Lascia un commento

Antonino Salzone nasce nel 1957 a Villa San Giovanni. Si laurea in Medicina nel 1982 con il massimo dei voti all’Universita’ di Messina.
Successivamente si specializza in Ostetricia e Ginecologia all’Universita’ di Bari. Ha lavorato come ginecologo in una decina di strutture ospedaliere in Italia e all’estero. Da circa un decennio, da autodidatta si e’ dedicato alla decorazione di ceramiche artistiche. Pseudonimo: Μεθρον (Metron) che in greco indica equilibrio, misura.
Andato in pensione nel 2021 si e’ dedicato alla sua vera passione: la storia greco-romana. E’ appena uscito nel 2024 il primo volume di una trilogia, dedicata all’antica Grecia: “Miti greci e dintorni” per YCP. Dello stesso autore: Gli dei dell’Olimpo e non solo, Flauti di guerra che completa la trilogia dedicata all’antica Grecia e Il ragazzo di Ellis Island una appassionante storia di emigrazione italiana tutti editi da YCP, 2025. Esercita ancora la professione privatamente e vive a Tarquinia.

Let’s connect

Articoli recenti

Scopri di più da Nino Salzone autore. Il guru della mitologia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere