Pandora

Pandora

Strettamente legato al mito di Prometeo, abbiamo quello che vede protagonista Pandora. Non appena punito in maniera esemplare il titano che si era ribellato agli dei, Zeus ordinò a Efesto (Vulcano) di creare una donna piena di virtù, di bellezza e di ogni qualità possibile. Il dio, zoppo e deforme, marito di Afrodite e primogenito di Zeus ed Era, simbolo stesso della creatività, si mise subito al lavoro dando il meglio di sé (siamo molto vicini al libro della Genesi e alla creazione di Adamo ed Eva). La donna così creata (altro che clonazione!) venne chiamata Pandora, nome che vuol dire “tutti i doni”, e fu mandata, come omaggio, al fratello di Prometeo, Epimeteo, anche lui un titano. Questi, sapendo come era andata a finire con il fratello, diffidava degli dei e dei loro doni, e come biasimarlo!? Tuttavia Pandora era di una bellezza devastante ed Epimeteo se ne innamorò perdutamente. I due si unirono ed ebbero una figlia che chiamarono Pirra, cioè “rossa”. A Pandora, sull’Olimpo, era stato affidato un vaso con l’ordine di non aprirlo per nessun motivo. La donna obbedì per un pò, ma la tentazione era troppo forte e la donna non sapeva che il vaso conteneva tutti i mali del mondo. 8non vi ricorda un po Eva?) Pandora, come era prevedibile e sicuramente ampiamente previsto sull’ Olimpo, spinta dalla curiosità che gli era stata indotta da Ermes, aprì il vaso e i mali più orribili si sparsero per il mondo. L’umanità, che viveva fino ad allora una vita spensierata, si trovò improvvisamente in mezzo alle calamità e ai mali più terribili. La vecchiaia, le malattie, le pestilenze e i terremoti si abbatterono sugli uomini senza possibilità di salvezza. La loro vita sarebbe stata da quel momento triste e cupa. (l’Eden era perduto!) Ma ancora non era finita. Pandora sollevò ancora una volta il coperchio del vaso. Sul fondo era rimasta la Speranza, che così poté diffondersi anch’essa sulla Terra, costituendo ancora una possibilità per il genere umano. Spesso nei discorsi possiamo incontrare l’espressione: “scoperchiare il vaso di Pandora”. Chi la pronuncia vuole significare che è arrivato il momento in cui quello che era stato nascosto all’interno di noi stessi non può più essere celato. Un momento quindi di liberazione, un momento in cui si prende coscienza della realtà. Come avete visto anche in questo mito abbiamo dei riferimenti biblici ,le civiltà spesso si incrociano.

tratto da:Miti greci e dintorni del solito Nino Salzone alias Cenides YCP 2024

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Antonino Salzone nasce nel 1957 a Villa San Giovanni. Si laurea in Medicina nel 1982 con il massimo dei voti all’Universita’ di Messina.
Successivamente si specializza in Ostetricia e Ginecologia all’Universita’ di Bari. Ha lavorato come ginecologo in una decina di strutture ospedaliere in Italia e all’estero. Da circa un decennio, da autodidatta si e’ dedicato alla decorazione di ceramiche artistiche. Pseudonimo: Μεθρον (Metron) che in greco indica equilibrio, misura.
Andato in pensione nel 2021 si e’ dedicato alla sua vera passione: la storia greco-romana. E’ appena uscito nel 2024 il primo volume di una trilogia, dedicata all’antica Grecia: “Miti greci e dintorni” per YCP. Dello stesso autore: Gli dei dell’Olimpo e non solo, Flauti di guerra che completa la trilogia dedicata all’antica Grecia e Il ragazzo di Ellis Island una appassionante storia di emigrazione italiana tutti editi da YCP, 2025. Esercita ancora la professione privatamente e vive a Tarquinia.

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