I nuovi cow boys. Letteralmente “ragazzi addetti alle mandrie”, erano i figli maleducati di una Nazione reduce da una rivoluzione e da una guerra civile devastante. A dire il vero ancora la Nazione era di là che da venire. Non ci fosse stato Hollywood e centinaia di film e filmetti nessuno li conoscerebbe. Ma l’industria del cinema non si è occupata solo di questi selvaggi, che erano insieme alle “mitiche” giacche blu la punta di diamante dello sterminio perpetrato ai danni dei nativi americani. Qualche sporadico film penso a “Balla coi lupi” ha raccontato un po’ più onestamente lo sterminio dei bisonti per fiaccare la resistenza indiana. Nessuno ha mai raccontato invece le 92 o 93 guerre che dal 1945 hanno visto, dalla Corea al Vietnam, dall’Iraq all’Afganistan i nuovi cowboys partecipare, perdere e sganciarsi, ma anche vendere una montagna di armi. E si, questo è il punto che invariabilmente si ripete. I nuovi cowboys, arroganti, rozzi, primitivi vogliono imporre con una insopportabile prepotenza e supponenza quella “civilta’” che loro pensano di essersi guadagnata a suon di cavalleggeri e dinamite. Niente è cambiato e una Nazione che ha un pò più di due secoli di storia, pensa di imporre il niente (leggasi democrazia, peraltro nata ad Atene nel VI secolo a.C.) ad altri popoli che la storia la contano a millenni. E adesso ci risiamo con un troglodita che si comporta peggio di un satrapo persiano.Ma tant’è!


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