Atlantide, il sogno dei sogni.

Secondo il mito, era chiamata così una grande e misteriosa isola posta a occidente delle Colonne d’Ercole. Queste ultime erano state innalzate vicino allo stretto di Gibilterra ed erano il limite del mondo allora conosciuto, oltre le quali teoricamente non ci si poteva spingere. Molti, dai Fenici agli stessi Greci, invece lo fecero spingendosi a nord fino alle isole britanniche e a sud fino al Camerun, nell’ultimo caso il navigatore era un certo Annone (fonte: Diodoro Siculo). Documentata anche una circumnavigazione dell’Africa a opera dei Fenici per conto dei Faraoni d’Egitto, partendo dall’Eritrea con ritorno in Egitto, in senso orario dunque. Atlantide era quindi una grande isola posizionata al centro dell’Oceano, di fronte alle coste del Marocco. Il suo primo re, secondo il mito, fu Atlante, il titano che reggeva sulle spalle la volta del cielo, fratello di Prometeo. Chi gli sia succeduto non ci è dato sapere. Secondo la leggenda, Atlantide era densamente popolata, ricchissima di metalli preziosi e molto fertile. Era governata da principi molto potenti, che invasero più volte l’Africa fino all’Egitto e l’Europa fino alla Grecia. Qui furono respinti dagli ateniesi e dai loro alleati. Stiamo parlando di novemila anni prima del tempo di Solone. Il legislatore ateniese, noto per la sua eloquenza (era anche molto noioso!), trovò queste notizie in Egitto in alcuni papiri e le apprese anche da sacerdoti. Quindi tutto da verificare. Da chi abbiamo queste notizie noi? Nientemeno che da Platone. Il grande filosofo parla di Atlantide nel Crizia e nel Timeo con dovizia di particolari. Dopo la mancata invasione, cominciò un lento e inesorabile declino dell’isola. Si racconta che gli abitanti divennero empi e dediti a pratiche malvagie, tanto da indurre gli dei a prendere estreme decisioni. L’isola, che poteva essere paragonata all’Eden cioè al paradiso in terra, sparì forse distrutta da un’esplosione come quella di Thera (Santorini) o da uno tsunami. In ogni caso si inabissò nelle profondità dell’Oceano nel giro di una notte e di un giorno. Di Atlantide fin dai tempi dell’antichità si parla come di una terra felice, quasi un paradiso, al quale tornare (la dimensione è per lo più onirica). Sono migliaia i libri, le pubblicazioni, i papiri, i film, i cartoni animati – e chi più ne ha più ne metta – che parlano di Atlantide come di un paradiso perduto, e non si contano le spedizioni guidate da avventurieri più o meno attendibili che sono andate alla ricerca delle sue vestigia, tornando puntualmente a mani vuote. Probabilmente Atlantide è e resterà un sogno. Così mi piace immaginarla, come un sogno bellissimo! Insomma un luogo dell’anima, una chimera, un paradiso perduto, buona per rendere meno dura la vita di noi mortali. Un luogo che ha rappresentato l’apertura dei paesi mediterranei verso occidente, oltre quelle colonne che erano non solo un limite fisico, ma anche un confine psicologico. Chissà se su questa rotta, che si muoveva verso ovest, qualcuno aveva immaginato che, oltre i luoghi di ipotetica collocazione geografica di Atlantide, seppur sommersa, ci potesse essere dell’altro, cioè quello che oggi è il continente americano? Ormai è provato che i Vichinghi, parecchio tempo prima di Cristobal Colon (Cristoforo Colombo) avevano toccato le coste americane. Niente vieta, vista la perizia marinara dei Fenici e dei Greci ma anche degli Etruschi, che qualcuno abbia tentato la sorte e forse non sia mai tornato. Essi cercavano Atlantide, non certo l’America. Se non si trattasse di un mito ma di una vicenda vera, è possibile che nessuno degli abitanti di Atlantide che, come detto, era popolatissima, si sia salvato? Così forte era lo sdegno degli dei verso questa popolazione, dapprima eletta, da causare, oltre al loro sterminio, anche una damnatio memoriae così terribile? Non trovate qualche similitudine con il diluvio universale e l’Arca di Noè? (non lo dico solo io!). E della diaspora ebraica che mi dite? Potremmo parlare di interventi alieni, ma rischieremmo di esagerare e di sconfinare nel ridicolo! Le ipotesi avanzate nel corso dei secoli sono state fra le più variegate e più strampalate possibili. Anche in tempi recenti, alla luce del progresso tecnologico, si è cercato di dare una spiegazione a questa isola onirica, persa nelle nebbie del tempo. Niente da fare, niente di concreto. Allora non si può fare altro che lavorare di fantasia e lasciare che questo nome magico, Atlantide, continui ad affascinare i nostri cuori, il vostro e il mio di sicuro!
anche questo da: Miti greci e dintorni,YCP 2024

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