Non troverei, neanche cercando a lungo, nessun personaggio più simile a Orfeo di Niccolò Paganini. Egli nacque a Genova il 27 ottobre del 1782 in una modesta famiglia (vivevano in un carruggio). Il padre Antonio lavorava al porto ed era appassionato di musica. Fu proprio il padre a iniziare Niccolò a uno strumento a corde: il mandolino. In seguito sempre il padre lo indirizzò allo studio del violino presso due oscuri maestri. Ma Niccolò era un fuoriclasse, abbandonò le lezioni quasi subito e da autodidatta continuò i suoi studi. Riusciva a esercitarsi anche dieci ore al giorno. A dodici anni cominciò a suonare nelle chiese di Genova. Nel 1796, in seguito a un’epidemia di morbillo che uccise la sorella, fu dato anche lui per morto per un’encefalite, ma la madre lo salvò dall’essere seppellito, notando un movimento dei suoi occhi. Questa malattia ebbe delle conseguenze importanti negli anni successivi, in quanto i problemi neurologici lo accompagnarono per tutta la vita. Un ammiratore di Parma gli regalò un Guarneri, che era considerato di gran lunga inferiore allo Stradivari.  Lo strumento era del 1743 e fu perso al gioco da Niccolò, per essere rimpiazzato da un altro splendido violino, un Guarneri del 1742 (il cannone), dal quale non si separò mai più. Paganini con il suo violino imitava anche il canto degli uccelli e di altri animali e il timbro degli altri strumenti, insomma un grande virtuoso. È il 1801, in piena era napoleonica, quando Paganini si ritira in campagna. Studia la chitarra e ne diventa un virtuoso, scrivendo anche musica per questo strumento. Lo ritroviamo a Lucca qualche anno dopo alla corte della sorella di Napoleone che lo volle poi a Firenze, ma Paganini aveva un caratteraccio e se ne andò irritato per un nonnulla, senza voltarsi indietro. Comincia a girare per l’Italia e l’Europa. Conosce una cantante di secondo piano, che gli dà il figlio Achille. Il musicista fu affettuosissimo verso questo suo figlio. Cominciò una girandola di concerti, alternati a periodi di composizione. Conobbe Rossini e ne diventò amico, Metternich era un suo fan. Si innamorò di una ragazza inglese, ma una malattia sorda lo colse, la tubercolosi polmonare e laringea che non gli dette scampo. Morì a Nizza il 27 maggio 1840.

Di due cose non vi ho parlato:

– la leggenda nera che circondava, con un’ala di mistero, Paganini, diceva che il violinista aveva consegnato la sua anima al diavolo, per suonare così; lui ci metteva del suo, si vestiva sempre di nero e non si preoccupò mai di chiarire questa leggenda dark;

– la faccenda del “Paganini non ripete”. Avvenne nel 1818, al Teatro Carignano di Torino dove, dopo aver assistito a un suo concerto, il re di Sardegna (Savoia!) chiese un bis a Paganini. Lui, che era afono e sofferente, gli fece rispondere appunto: “Paganini non ripete”, visto che i suoi polpastrelli non avrebbero retto e lui neanche. Il Savoia la prese male e gli proibì di fare l’ultimo concerto in programma. No comment!

Un altro genovese illustre mi viene in mente, musicista e poeta insieme, come Orfeo, questa volta contemporaneo. Di chi sto parlando??? Ma di Fabrizio de André (Faber), uno dei capostipiti della scuola dei cantautori genovesi. Guai a definirlo così in sua presenza, ti avrebbe risposto male. Voglio ricordarlo solo per gli ultimi versi di una sua canzone che fanno al caso nostro: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.” La canzone è Via del campo, a mio giudizio una delle sue più belle!

Sempre da: Miti greci e dintorni, Nino Salzone YCP 2024

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Antonino Salzone nasce nel 1957 a Villa San Giovanni. Si laurea in Medicina nel 1982 con il massimo dei voti all’Universita’ di Messina.
Successivamente si specializza in Ostetricia e Ginecologia all’Universita’ di Bari. Ha lavorato come ginecologo in una decina di strutture ospedaliere in Italia e all’estero. Da circa un decennio, da autodidatta si e’ dedicato alla decorazione di ceramiche artistiche. Pseudonimo: Μεθρον (Metron) che in greco indica equilibrio, misura.
Andato in pensione nel 2021 si e’ dedicato alla sua vera passione: la storia greco-romana. E’ appena uscito nel 2024 il primo volume di una trilogia, dedicata all’antica Grecia: “Miti greci e dintorni” per YCP. Dello stesso autore: Gli dei dell’Olimpo e non solo, Flauti di guerra che completa la trilogia dedicata all’antica Grecia e Il ragazzo di Ellis Island una appassionante storia di emigrazione italiana tutti editi da YCP, 2025. Esercita ancora la professione privatamente e vive a Tarquinia.

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