Parlando di mitologia greca, si farebbe un’omissione grande come una casa non citando il re di Itaca e delle isole Ionie: Odisseo (Ulisse), “colui che si porta dietro l’odio”, questo significa il suo nome.
Nacque a Itaca, figlio di Laerte, uno degli argonauti, e da Anticlea. In qualcuno dei miti, il vero padre viene indicato in Sisifo, che per vendicarsi del padre di lei, Autolico, usò violenza ad Anticlea (chissà!?).
Ulisse venne incoronato presto re di Itaca, per via del padre Laerte che, intravedendo le doti del figlio, volle abdicare in suo favore. Si rivelò fin da giovane uomo scaltro e pieno di risorse.
Partecipò alla guerra delle guerre, quella di Troia, perché era stato uno dei pretendenti alla mano di Elena e
quindi legato dal patto di Tindaro, che peraltro aveva suggerito lui. Infatti lo storico Apollodoro afferma che fu lui a suggerire al padre di Elena la formula secondo la quale chi fosse stato scelto da Elena doveva essere difeso dagli altri pretendenti. Il prescelto fu Menelao fratello di Agamennone, re di Micene, ed ecco le premesse della guerra.
Tutti i re erano obbligati per quel giuramento a vendicare l’offesa, fatta a Menelao, con il rapimento della più bella fra le mortali.
Fonti antiche parlano di un oracolo che gli sconsigliava di partire, per cui il nostro eroe se ne inventò una delle sue. All’arrivo di Agamennone, che lo veniva a chiamare alla guerra, si finse pazzo mettendo in scena tutta una serie di stranezze. Fu Palamede a svelare i suoi inganni. Mise davanti all’aratro, con cui Ulisse scorrazzava in maniera sconsiderata, il figlioletto Telemaco, cosicché Ulisse si fermò e la messinscena si sgonfiò sul posto.51
Da allora in poi, Odisseo meditò la sua vendetta nei confronti di quest’ultimo. Dopo qualche anno, fece trovare un biglietto di Priamo indirizzato a Palamede nelle tasche di un troiano morto e dell’oro nelle vicinanze della sua tenda. Le prove erano schiaccianti e Palamede fu ucciso per lapidazione. Ulisse sapeva aspettare!
A sua volta Ulisse fece la stessa cosa con Achille, che si era travestito da donna per non partire, e con un espediente si fece beffe delle furbate di Tetide.
Già prima della partenza, l’astuzia e il cinismo di Odisseo fanno la differenza, non aveva ancora venticinque anni.
La possente flotta achea era ferma da mesi nel porto di Tauride per mancanza di vento. Un oracolo richiedeva un sacrificio umano e non un sacrificio qualsiasi, bensì la figlia del capo spedizione Agamennone, re di Micene. Ifigenia venne sottratta all’ignara madre, Clitennestra, con la finta richiesta di matrimonio da parte di Achille. La figlia subì l’estremo sacrificio per mano del padre, ma forse venne sostituita da una sosia. Il vento cambiò subito e la flotta poté salpare per Troia.
Beh, qui potete vedere tutto il mondo arcaico greco. Dei feroci, che impongono sacrifici umani per concedere i loro favori agli uomini. Di contro, uomini ambiziosi che per il comando e la gloria sacrificano financo i propri figli. Ma abbiamo anche astuti personaggi, che aspirano solo alla fine di quella guerra che ancora deve iniziare, per poter tornare a casa, e che, per ottenere questo, non si tirano indietro davanti a niente. Insomma in quel mondo, ma anche nel nostro, c’è di tutto!
Iniziarono dieci lunghi anni di guerra di posizione sotto le magnifiche mura di Troia, costruite da Poseidone e Apollo.
Gli eroi, da una parte e dall’altra, combattevano con valore e con onore (non sempre!).
Il nostro Odisseo non era da meno. Un episodio per tutti: entrò travestito a Troia, incontrò segretamente Elena e quasi la convinse a tornare con lui al campo acheo. Ma qualcosa intervenne a disturbare l’azione e a Ulisse non rimase altro che trafugare il Palladio, il simulacro di Atena, che non consegnò a nessuno. Insieme a lui c’era Diomede, re di Argo, e i due che erano partiti amici tornarono misteriosamente acerrimi nemici. In una cosa Ulisse era inferiore agli altri eroi: non era capace di gestire i cavalli. Sulla sua piccola isola non ce ne erano.52
A questo punto mi è doverosa una precisazione. Secondo gli storici moderni, la vera Itaca è l’odierna Cefalonia che è notevolmente più grande di Itaca, ma questo solo se vogliamo dare una connotazione geografica. Itaca esiste ed è indicata da Omero come petrosa, e anche quelle (le pietre) in quella odierna ci sono. Vediamo ancora Odisseo disputare, per le meravigliose armi di Achille, con Aiace Telamonio.


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