Una storia d’amore.
Protesilao re di Tessaglia fu uno dei capi che accompagnarono a Troia i due Atridi Agamennone e Menelao. Il padre Ificlo lo aveva generato dopo un periodo di impotenza poi guarita. Si innamorò di Laodamia figlia del re di Iolco. Al matrimonio di Elena con Menelao tutti i pretendenti avevano giurato che avrebbero difeso quella unione qualora fosse stata oltraggiata e così a causa di Paride e anche di Elena scoppiò una guerra epica di cui si sarebbe parlato per millenni. Acasto re di IOlco quindi non volendo partire per Troia acconsentì al matrimonio di Laodamia con Protesilao che partì dopo una sola notte di nozze con quaranta navi cariche di guerrieri. Laodamia gli aveva raccomandato di stare lontano da un uomo chiamato Ettore. C’era di contro un oracolo che diceva che il primo guerriero che avesse toccato il suolo di Troia sarebbe stato ucciso per mano di un principe troiano. All’arrivo a Troia il primo a sbarcare fu invece Achille che però fu protetto con un manto da Teti, la madre. Così il primo a sbarcare effettivamente fu Protesilao che perse la vita manco a dirlo per mano di Ettore accorso a difesa della sua terra. Protesilao arrivato negli inferi riuscì a ottenere a furia di pianti e di preghiere da Persefone e Ade di poter tornare un giorno intero dalla sua Laodamia. Rivedendo il marito Laodamia quasi impazzì di gioia, ma Protesilao le disse come stavano le cose e le chiese di far l’amore. Allo scadere delle ventiquattro ore Protesilao tornò nel mondo dei morti. Laodamia si fece fare una statua a immagine e somiglianza di Protesilao e trascorreva con questa tutto il giorno. Il padre mandò un servo a spiarla e saputo cosa stava succedendo fece sciogliere la statua in un pentolone di olio bollente. Per tutta risposta Laodamia si gettò nell’olio e raggiunse il suo amato. Una storia di amore di cui solo una donna è capace (gli uomini mi perdoneranno!).


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