Molti secoli prima dei binari dei treni e delle locomotive, gli antichi Greci nel VII secolo a.C. capirono che era possibile evitare la lunga e pericolosa circumnavigazione del Peloponneso. A Corinto era tiranno Periandro alla fine del VII secolo a.C. che era stato indicato come uno dei sette saggi dell’antichità. Bisogna anche ricordare che la parola “tiranno” aveva allora un altro significato. C’era una stretta lingua di terra fra il mar ionio del golfo di Corinto e il mare Egeo del golfo di Saronico. Su quella stretta striscia di terra, lunga da 6 a 8,5 Km fu steso un lastricato di pietre vulcaniche che fornivano presa sicura per le navi che su carrelli e con un complesso sistema di argani venivano trasportate da un mare all’altro nei due sensi. Alti erano i costi per queste operazioni che arrivavano alle casse statali della polis di Corinto. D’altra parte le navi dell’epoca che non erano enormi, evitavano come detto le pericolose acque intorno al Peloponneso e risparmiavano una notevole quantità di tempo nelle loro rotte. Questo comportava anche un notevole risparmio economico e per questo conveniva a tutti. Le navi erano non solo commerciali,ma anche militari. Ma la polis non storceva il muso (pecunia non olet). Le navi erano trasportate a traino da buoi e da operai e il percorso è ancora oggi visibile dove sono presenti i solchi creati al tempo dai carrelli. Nel giro di poche ore le imbarcazioni si ritrovavano da un mare all’altro e lo spettacolo doveva essere fantastico. Quindi i greci non erano solo filosofi e guerrieri,ma dimostrarono con questa opera ingegnosa, capacità ingegneristiche notevoli. Per trovare un’opera simile bisognerà aspettare il canale di Panama e quello di Suez molti secoli dopo. Per tornare al Diolkos, funzionò fino al II° secolo d.C. quando il servizio si interruppe. Fu l’imperatore Nerone nel suo anno trascorso in Grecia a concepire un progetto ambizioso cioè quello di tagliare l’istmo, Fece arrivare circa seimila schiavi, ma non se ne fece niente. Ci provarono anche i veneziani senza successo nel ‘600. Dopo diversi tentativi finalmente nel 1893 dopo circa 10 anni dall’inizio dei lavori fu inaugurato il canale di Corinto lungo 6,3 Km, con una larghezza di 24,6 mt nel punto più stretto e una profondità di circa 8 mt. cosa che limita il passaggio a imbarcazioni medio piccole. Le pareti del canale alte circa 80 mt. hanno sempre costituito un problema per la stabilità dell’opera.La vista del canale dall’alto, ancora oggi è uno spettacolo meraviglioso (questo ve lo posso assicurare io!).

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Antonino Salzone nasce nel 1957 a Villa San Giovanni. Si laurea in Medicina nel 1982 con il massimo dei voti all’Universita’ di Messina.
Successivamente si specializza in Ostetricia e Ginecologia all’Universita’ di Bari. Ha lavorato come ginecologo in una decina di strutture ospedaliere in Italia e all’estero. Da circa un decennio, da autodidatta si e’ dedicato alla decorazione di ceramiche artistiche. Pseudonimo: Μεθρον (Metron) che in greco indica equilibrio, misura.
Andato in pensione nel 2021 si e’ dedicato alla sua vera passione: la storia greco-romana. E’ appena uscito nel 2024 il primo volume di una trilogia, dedicata all’antica Grecia: “Miti greci e dintorni” per YCP. Dello stesso autore: Gli dei dell’Olimpo e non solo, Flauti di guerra che completa la trilogia dedicata all’antica Grecia e Il ragazzo di Ellis Island una appassionante storia di emigrazione italiana tutti editi da YCP, 2025. Esercita ancora la professione privatamente e vive a Tarquinia.

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