Aracne

Aracne era una tessitrice della Lidia, figlia di un tintore, Idmone. Era talmente brava da fare invidia alla dea Atena, che molti pensavano avere istruito Aracne in quell’arte. Ma quando qualcuno domandava alla tessitrice chi era stato il suo maestro, lei rispondeva presuntuosamente di non aver avuto maestri né umani né divini. Anzi sosteneva che la sua arte era così sopraffina da non temere confronti né con uomini né con dei. Beh, diciamo che la ragazza, seppur brava, era parecchio presuntuosetta! Per calcare ancora di più la mano, sfidò Atena stessa a una gara. La dea, saputolo, si trasformò in una vecchia signora, scese sulla Terra e andò a trovare Aracne, suggerendole di essere più umile e invitandola a ritirare la sfida alla dea. Aracne invece rilanciò, dicendo che la dea non si presentava per paura di perdere. Era una vera provocatrice, per non parlare della supponenza che diventava facilmente tracotanza (era posseduta, come detto, dall’hybris). D’altra parte non era dignitoso per una dea farsi svillaneggiare così da una mortale, brava sì, ma sempre una mortale. La gara incominciò. Atena tesseva prevalentemente la storia delle sue imprese. Aracne, sempre più impunita, tesseva degli amori degli dei, dei loro errori e di tutti gli intrighi usati per raggiungere i loro scopi,leciti e non. Atena a questo punto si adirò, distrusse tutte le tele di Aracne e per finire la colpì con la sua spola. Aracne terrorizzata (si era risvegliata alla realtà) fuggì in un boschetto lì vicino e per la disperazione tentò di impiccarsi. La dea sopravvenuta, dopo averla seguita, glielo impedì, solo per darle una punizione ancora peggiore. Per la sua arroganza Aracne fu condannata a tessere con la bocca, insomma fu trasformata in un ragno. Avrebbe filato, visto che il suo era un dono troppo grande, ma non avrebbe avuto più sembianze umane. Per quanto? Perl’eternità, come al solito!
Tratto da : Miti Greci e dintorni Cenides Youcanprint 2024

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