Kroton quindi come abbiamo visto era un po’ depressa quando, tre o quattro anni dopo la sconfitta, arrivò in citta il Maestro.                                                                                        Questi rispondeva al nome di Pitagora da Samo, matematico, filosofo, iniziato, taumaturgo e chissà che altro ancora e per Kroton fu rinascita.  Cerchiamo di capire da dove veniva questo grand’uomo.                                                         Nacque a Samo, un’isola egea, date certe non ce ne sono, figlio di un mercante e quindi di classe abbiente. Al padre Mnesarco, la Pizia (2) aveva predetto.” Ti nascerà un figlio bello e sapiente”. Il padre gli garantì i migliori maestri.  Studiò filosofia, musica e matematica (fu allievo di Talete). Talete stesso ebbe a dire che “intravedeva in lui qualità eccezionali” (detto da lui!). Viaggiò molto al seguito del padre e questo insieme ai suoi studi, nei quali eccelleva lo maturò molto. Ormai uomo, intraprese un viaggio in Egitto che lo vide rimanere in quella terra per ben ventidue anni. Frequentò templi, culti e società iniziatiche e queste esperienze ne fecero un uomo completo.                                           Qualcosa distrusse questo idillio e re Cambise (3) invase l’Egitto e fra i suoi prigionieri, che furono deportati a Babilonia c’era anche Il Maestro che fu tenuto prigioniero per 12 anni, nella città dei giardini pensili, ma ebbe modo di disporre di una certa di libertà per insegnare e studiare. Questi anni di solitudine lo maturarono ulteriormente e lo indirizzarono verso un progetto di vita che vedremo a breve. Il Maestro venne liberato e tornò a Samo.  Si accorse subito, che la sapienza acquisita non gli sarebbe servita sull’isola natale. Pitagora intraprese quindi un viaggio verso occidente visitando varie poleis della Magna Grecia, poi guidato da un presagio si fermò a Kroton non la più ricca, né la più potente. Cominciò a predicare ai giovani acquisendo gradualmente la loro fiducia. Poi fu la volta dei politici, categoria fra le più diffidenti rispetto alla sua dottrina, che però ne risultarono conquistati, tanto da permettere al Maestro di comunicare con donne e bambini. Fondò un suo ordine, che pervase la politica della polis e reclutò i giovani per farne prima degli iniziati e poi anche dei politici maturi e degli uomini completi. L’armonia, diceva il Maestro, deve essere alla base di ogni organizzazione umana.     Egli stesso personalmente operava una severissima selezione su tutti i postulanti, indagava sulle vocazioni e attribuiva molta importanza alla prima impressione che gli faceva il postulante e non credo si possa dargli torto!                     In ogni caso l’influenza di questo Uomo fu importantissima sulla polis crotoniate e non solo.  L’invidia e l’irriconoscenza però non tardarono molto a manifestarsi, ma questa è un’altra storia. Vilos stesso, il figlio maggiore di Leonimo, faceva parte degli apprendisti che, dopo aver ascoltato il Maestro, erano stati ammessi al grado di Acusmatico .             In buona sostanza i componenti di questo grado non potevano vedere il Maestro, che ascoltava i loro discorsi, nascosto dietro una cortina e ne valutava i progressi.        Per la polis ne derivarono vantaggi enormi, sia nel campo organizzativo che nel campo sociale. Milone, grande atleta crotoniate e vincitore di sette olimpiadi, rappresentava uno di questi successi, lo ritroveremo a breve. Oltre a principi sociali, la dottrina di Pitagora comprendeva una sana alimentazione ed esercizi ginnici per tutte le età.    Forse un Pitagora contemporaneo non farebbe male alle società occidentali! Insomma Kroton si risollevò dalla terribile scoppola della Sagra e cominciò a rifiorire. I commerci ricominciarono e la polis cominciò ad esportare nelle poleis vicine, il pitagorismo. Molte città cambiarono volto e assetto politico. Ma non a tutti piacevano queste novità, dentro e fuori la polis. In fondo Pitagora, che si circondava di un nugolo di allievi, voleva raddrizzare una città allo sbando e per farlo si serviva della sua arma più fine: la dialettica. Costruì un ordine iniziatico con regole molto severe, che dovevano forgiare una moltitudine di allievi che, al termine del loro addestramento, riuscivano a trovare il loro posto nel mondo. Il Maestro dettò regole alimentari e di esercizio fisico che crearono due generazioni di atleti e anche di guerrieri.                                                                   La polis era famosa, come detto, per la bellezza delle sue donne e per la forza dei suoi uomini. Alla fine, il trattamento pitagorico aveva giovato non solo alle menti, ma anche ai corpi dei crotoniati. Tutto questo avrebbe cominciato a creare un dissenso che accompagna di solito alimentato dall’invidia, ogni successo politico e non solo.               Ma prima di questo la nostra polis dovette affrontare un’altra prova che doveva riscattare la cocente sconfitta della Sagra. 

da :Flauti di guerra,Nino Salzone alias Cenides 2025                                                                        

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Antonino Salzone nasce nel 1957 a Villa San Giovanni. Si laurea in Medicina nel 1982 con il massimo dei voti all’Universita’ di Messina.
Successivamente si specializza in Ostetricia e Ginecologia all’Universita’ di Bari. Ha lavorato come ginecologo in una decina di strutture ospedaliere in Italia e all’estero. Da circa un decennio, da autodidatta si e’ dedicato alla decorazione di ceramiche artistiche. Pseudonimo: Μεθρον (Metron) che in greco indica equilibrio, misura.
Andato in pensione nel 2021 si e’ dedicato alla sua vera passione: la storia greco-romana. E’ appena uscito nel 2024 il primo volume di una trilogia, dedicata all’antica Grecia: “Miti greci e dintorni” per YCP. Dello stesso autore: Gli dei dell’Olimpo e non solo, Flauti di guerra che completa la trilogia dedicata all’antica Grecia e Il ragazzo di Ellis Island una appassionante storia di emigrazione italiana tutti editi da YCP, 2025. Esercita ancora la professione privatamente e vive a Tarquinia.

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